Dicono di noi

In questa sezione del nostro sito potete trovare alcuni articoli che riguardano il nostro lavoro in Nepal.

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  • Titolo: Il Nepal rinasce sempre
    Autore: Alessandro Gilioli
    Fonte: L'Espresso del 28 Maggio 2017
    Oggi l'emergenza è lontana, ma le difficoltà del Nepal sono quelle di sempre: il reddito pro capite resta sotto i cento dollari al mese, i ragazzi lasciano le campagne per finire sfruttati nelle città, nei villaggi si campa come un secolo fa e spesso si fanno decine di chilometri a piedi per raggiungere il fiume più vicino dove prendere acqua.
    L'Espresso_2017 (PDF, 9 MB)
  • Titolo: Cosa si può fare per il Nepal da adesso in poi (reprise)
    Autore: Matteo Miavaldi
    Fonte: East del 25 Novembre 2015
    Se la risposta alla crisi post terremoto nelle prime settimane è stata strabordante, tanto da ingolfare per alcuni giorni l'aeroporto di Kathmandu e creare non pochi problemi logistici di coordinamento tra chi voleva aiutare a tutti i costi, oggi la situazione è radicalmente cambiata. Eserciti stranieri e numerose ong internazionali, quando la polvere e le macerie si sono depositate, se ne sono andate.
    East_2015 (PDF, 280 kB)
  • Titolo: Un sorriso mi ha fatto innamorare del Nepal. Non me andrò ora che vedo tante lacrime.
    Autore: Francesca Galeazzi
    Fonte: F n.20 del 20 Maggio 2015
    Barbara Monachesi, Responsabile di Apeiron, racconta i terribili istanti del terremoto del 25 Aprile 2015 ed il rinnovato impegno, personale e di Apeiron, per aiutare il paese a rialzarsi.
    Effe_2015 (PDF, 3 MB)
  • Titolo: Nepal, per un aiuto sostenibile
    Autore: Francesca Lancini
    Fonte: L’Indro del 14 Maggio 2015
    Barbara Monachesi, Responsabile di Apeiron in Nepal, racconta come si sta intervenendo dopo l’emergenza del terremoto e come si dovrebbe garantire un intervento sostenibile, per non commettere gli errori di Haiti, dell’Aquila, o di zone del Pakistan, del Kashmir e dell’Aceh indonesiano, anch'esse colpite da cataclismi naturali.
    L'Indro_2015 (PDF, 81 kB)
  • Titolo: Le donne violate dell’Himalaya
    Autore: Francesca Lancini
    Fonte: L’Indro del 29 Settembre 2014
    La situazione delle donne nepalesi, vittime di terribili violenze, e la difficoltà di uscire allo scoperto e denunciarle. Come Apeiron le affianca per superare situazioni drammatiche che sembrano disperate.
    L'Indro_2014 (PDF, 307 kB)
  • Titolo: In Nepal ho trovato mio figlio. Oggi vivo da fuori casta e aiuto le spose bambine
    Autore: Elisa Murgese
    Fonte: Il FattoQuotidiano.it / Cervelli in fuga del 4 Settembre 2014
    Un giorno un ragazzino che viveva per strada segue Barbara fin sotto casa. Lei lo fa entrare e da quel giorno c’è l’accordo, che è duplice: tra il bambino di strada e la sua nuova mamma, e tra Barbara e il Nepal. “Da allora, non ho più lasciato questo paese paradossale" racconta lei.
    Il FattoQuotidiano.it _2014 (PDF, 1 MB)
  • Titolo: Le donne nepalesi, schiave delle pietre
    Autore: Elisa Murgese
    Fonte: DRepubblica.it del 18 Giugno 2014
    L'idea di Apeiron e della sua responsabile, Barbara Monachesi, è stata quella di iniziare una rivolta silenziosa: una graduale sostituzione del lavoro di spaccapietre con quello di allevatrici di maiali, animali economici e facilmente reperibili. Ed è così che in cinque anni a 85 famiglie - per un totale di 470 persone - è stata donata una coppia di maiali.
    DRepubblica.it_2014 (PDF, 97 kB)
  • Titolo: Una sposa in pegno
    Autore: Titti Coretti
    Fonte: Popoli di Febbraio 2011
    Laxmi oggi è una giovane di diciotto anni, cui Apeiron ha dato una mano, inserendola in uno dei suoi progetti. La storia del suo matrimonio combinato, purtroppo, non è insolita.
    Popoli_2011 (PDF, 216 kB)
  • Titolo: Nepal: la vita agra degli spaccapietre
    Autore: Francesca Lancini
    Fonte: East n.18 di febbraio 2008
    Le donne spaccapietre trascorrono le giornate immerse nell'acqua del fiume. Qui raccolgono pietre che vanno a riempire dei coni di bambù che poi si caricano sulle spalle fino all'ingresso delle loro capanne. Qui, con un martello, spaccano i massi in pezzi sempre più piccoli da vendere per due soldi ai compratori di pietre che li caricano sui camion.
    East_2008 (PDF, 2 MB)

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