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In Nepal le donne sono considerate cittadine di secondo ordine.

Sebbene la Costituzione garantisca parità di trattamento a tutti i cittadini senza distinzione di genere, casta o etnia, i soprusi nei confronti delle donne sono molto diffusi e il governo non ha ancora intrapreso significative azioni ed efficaci provvedimenti per abrogare le numerose leggi discriminatorie e le molte incongruenze in tema di tutela dei diritti femminili.

Le donne nepalesi sono ancora oggi ostacolate nell’acquisizione della cittadinanza, nel godimento dei diritti politici, del diritto di proprietà, nei diritti successori, nel diritto di famiglia, nella tutela della salute riproduttiva.

L’emarginazione si concretizza marcatamente nelle forme di un iniquo accesso alle risorse come cibo, educazione, assistenza sanitaria, risorse produttive, opportunità lavorative. Sono per lo più le donne delle classi più svantaggiate e delle caste più basse a soffrire di queste pratiche di disuguaglianza.

Molti sono anche gli abusi legati a credenze religiose o superstizioni: in Nepal le donne vedove sono escluse dalla vita sociale e spesso sono accusate di stregoneria; sono circa 30 i casi accertati di donne che ogni anno vengono uccise a causa di questa superstizione. Molti di più i casi non registrati.

Le donne in Nepal sono anche oggetto di una diffusa violenza: il 73% di esse subisce maltrattamenti all’interno della famiglia senza che la legislazione preveda adeguate sanzioni per questo tipo di reato. Il traffico di esseri umani le colpisce pesantemente: si calcola che ogni anno almeno 5.000 donne, dai 9 anni in su, vengano vendute, rapite, attratte con l’inganno per essere avviate al mercato della prostituzione in India.

In termini socio-economici, in Nepal si parla di “femminilizzazione” della povertà, come ulteriore ma conseguente fenomeno dovuto alla disparità di genere.

Il lavoro di Apeiron si inserisce in questa realtà fatta di esclusione e violenza sia con progetti di risposta all’emergenza sia con progetti di prevenzione e sviluppo.

Apeiron rifiuta ogni approccio di tipo assistenziale. Puntiamo sull’istruzione scolastica e sulla formazione al lavoro per aiutare le beneficiarie dei nostri progetti a riconoscere il proprio valore e a realizzare le proprie potenzialità.

Per noi la risposta alle discriminazioni, alle violenze ed ai soprusi che le donne nepalesi sono costrette a subire da sempre è l’empowerment.

Con questo termine intendiamo un processo di crescita, sia dell’individuo sia del gruppo, basato sull’incremento della stima di sé, dell’autoefficacia e dell’autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l’individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale.

È questo l’approccio che utilizziamo da anni, ottenendo importanti risultati, a CASANepal e negli interventi di micro-impresa femminile.

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